04/09/09

Barcellona: istruzioni per l'uso

Se volete fare una vacanza a Barcellona vi consiglio di muovervi con largo anticipo: otterrete prezzi vantaggiosi sia per quanto riguarda i voli che per il soggiorno. Noi ci siamo mossi a marzo per agosto e abbiamo scelto una compagnia aerea low cost di cui avevo letto buone recensioni in rete: Vueling. Partenza da Venezia e arrivo a Barcellona città, aeroporto El Prat. Comodissimo. Con il ceck-in online, la scelta e la prenotazione dei posti, l'assicurazione viaggio e bagaglio, abbiamo spuntato € 170,00 a testa andata e ritorno. La compagnia ci è piaciuta: efficiente, puntuale alla partenza e all'arrivo, niente code in aeroporto e aereo pulitissimo. Come prima esperienza non è andata affatto male!

Una volta arrivati a Barcellona, per andare in hotel abbiamo optato per un taxi. Si poteva fare anche con i mezzi di trasporto pubblici, ma francamente con i due totem che avevamo dietro (leggi grandi valigie) l'impresa sarebbe stata piuttosto ardua. Sapete vero che viaggio con la casa appresso? E allora perché faticare inutilmente? Ad ogni modo la spesa è stata più che onesta: 18,00 euro contro i 15,00 che avremmo speso con gli autobus.

Per il soggiorno avevamo scelto l'Hotel Principal a pochi passi dalla Rambla, nel Barrio El Raval - sicuramente non la parte migliore di Barcellona. Il quartiere, infatti, negli anni passati ha goduto di pessima fama e anche se ora è molto migliorato non è certo il posto più affidabile e pulito della città. Ma la scelta era strategica: a pochi metri, sulla Rambla, c'è la metro e diverse fermate degli autobus. Questo ci ha permesso di muoverci sia a piedi, per visitare la città vecchia, che di spostarci facilmente con i mezzi pubblici. L'hotel è stato ristrutturato di recente, è moderno e pulito ma le stanze sono un po' troppo piccole per i miei gusti. Ok. Ora non prendetemi per rompiballe - non sono l'unica che si è lamentata delle stanze piccole - è vero che amo gli spazi ampi ma per poterci muovere dal letto al bagno senza saltare le valige abbiamo dovuto rinunciare alla matrimoniale e scegliere una camera con letti gemelli! Che fra l'altro erano comodissimi (per fortuna perché son partita con un attacco di fibro ed ero tutta dura e dolorante) e sui quali abbiamo dormito il sonno dei giusti. Mica penserete che andiamo in ferie per fare sesso selvaggio, vero?

Pernottamento e prima colazione a buffet. Fra un'oscillazione di prezzo e l'altra - i weekend a Barcellona costano una cifra - abbiamo speso in due € 830,00 per otto notti. La colazione era buona e molto semplice. Manca un po' la varietà nella scelta, ma non si muore di fame. Servizi aggiuntivi? Se viaggiate con il PC vi danno la connessione Wi-Fi gratuita. E se il PC l'avete lasciato a casa - come ho fatto io - c'è una stanza con 3 Mac a disposizione gratuita dei clienti. Dove litigherete con la tastiera che è tutta scombinata, ma questa è un'altra storia...

La vacanza
Svegliarsi in una città straniera è un'esperienza eccitante. Tanto quanto bere un buon caffè espresso. Di conseguenza, per ogni italiano che si rispetti diventa imperativo localizzare subito un punto di ristoro dove trangugiare l'amata bevanda. E allora, dopo aver fatto colazione e bevuta la "brodaglia" che passava l'hotel, gambe in spalla e via sulla Rambla alla ricerca dell'oro nero! Fortuna ha voluto che proprio a pochi passi, di fronte al Gran Teatre del Liceu (vale la pena fare una visita con guida in lingua spagnola perché troverete una gentilissima signora che con un perfetto accento, scandito e vocalizzato lentamente, racconterà storia e aneddoti di questo bellissimo teatro) ci fosse un bar davvero carino: Il Cafè de l'Opera. Equipaggiati da una Cimbali - garanzia di qualità - servono un caffè espresso che è una libidine. Provare per credere.

Ristoranti € 50,00 in due

Dopo esserci rassicurati sul caffè del mattino è stato facile trovare l'energia giusta per organizzare le visite più interessanti alla città (leggasi Gaudì). Ma rimaneva ahimè un cruccio: trovare dei ristorantini dove mangiare bene, spendendo il giusto (senza farsi pelare solo in quanto turisti) assaggiando piatti tipici locali. La Lonelyplanet suggeriva un localino nel Barri Gòtic specializzato in cucina fusion: Cometacinc. Lì è stata consumata la nostra prima cena romantica a lume di candela (così come la seconda e la terza). Il locale è intimo, piccolo ma caratteristico. La mise en place minimalista come i loro piatti. Io ho preso del petto d'oca marinato con riso nero selvaggio e verdurine grigliate, mentre il maritozzo si è lanciato sul tonno rosso scottato sulla piastra e patatine "brave" (sono una specialità spagnola). Abbiamo mangiato divinamente, bevuto un vinello che ci ha stesi (non siamo abituati a bere ma essendo a piedi abbiamo smaltito in fretta) e assaggiata una favolosa crema catalana.

Un po' diversa invece l'esperienza al ristorante vicino all'hotel nel Barrio El Raval, sempre consigliato da Lonely Planet: El Cafeti. Raggiungerlo fra le viuzze degradate del quartiere non è stato impresa da poco, ma eravamo così stanchi dalla giornata appena trascorsa che l'alternativa era di andare a nanna senza cena. Giammai! Così ci siamo avventurati in un labirinto di viuzze sporche e maleodoranti fino a questo ristorante battuto da italiani. La guida lo suggeriva (quando è stata pubblicata, adesso non più) per la paella di cui la sottoscritta è ghiotta. Grande delusione. Il padellone di riso conteneva pochi pezzi di pollo e qualche pescetto solitario. Niente a che vedere con la paella che avevo mangiato anni fa. La delusione mi ha chiuso lo stomaco, ma la speranza di mangiare il mio piatto preferito non è morta al primo tentativo. E a buon rendere perché chiedendo consigli al titolare dell'hotel è spuntato fuori un ristorante di cucina catalana: Can Culleretes sempre nel quartiere gotico di Barcellona a poche centinaia di metri dall'hotel. Questo locale è ciò che noi italiani definiamo trattoria, ovvero  "mangiare bene e abbondante" a pochi euro. Gestito da donne, efficienti e simpaticissime, il ristorante vanta una tradizione centenaria. La paella era strepitosa - mi sono abbuffata così tanto che non ho chiuso occhio tutta la notte - così come tutto il pesce pescato di giornata, il fritto, la griglia e i dolci. Assolutamente da non perdere!

Inutile dirvi che è diventata tappa fissa dei nostri peccati di gola notturni, a parte le giornate di chiusura - domenica e lunedì - durante le quali ci siamo avventurati sulla Barcelloneta per andare a mangiare al Suquet de l'almirall (purtroppo niente sito) che si trova al Passeig de Joan de Borbó 65. Frequentato da gente del posto, il locale offre una cucina locale molto rinomata (consigliato dalla guida Michelin) con piatti di pesce freschissimo e gustosissimi risotti. Peccato che il personale parli solo catalano stretto: capirsi è stato difficile.
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