16/02/11

Bachata, un ballo sensuale

Prima d'essere un ballo è cultura, sentimento e passione. Chiara Ruggiero lo spiega bene nell'articolo "Bachata, il ritorno" pubblicato sul n. 41 di Latino! "La bachata è quello che una volta era il lento: la canzone che si aspetta per ballare con una ragazza/o che ti piace, non uno sfoggio di tecnica e giri!" Chiara continua il suo elogio e scrive avvalendosi anche del contributo di una ragazza, "Paolina" che critica il corpo insegnati come incapaci di trasmettere il vero significato di questo ballo: ovvero, il corteggiamento fra l'uomo e la donna. Ebbene, da insegnante mi sento tirata in causa, quindi debbo rispondere. E lo farò con la stessa passione con la quale insegno ai miei allievi. Sono d'accordo con Chiara: la bachata è un ballo romantico e molto sensuale, e sono convinta che i miei colleghi, così come faccio io, cerchino di trasmettere durante i corsi le origini e il significato di questo ballo di coppia. So come ballano la bachata i domenicani e so che c'è una bella differenza fra quel mix di seduzione, romanticismo, swing ed eleganza (dico poco!) e la tecnica di ballo di noi europei, anche se confrontiamo grandi professionisti. Però non si possono fare paragoni fra culture, stili di vita e modi di pensare così diversi come il mondo latino e quello europeo! Sarebbe come paragonare Belen Rodriguez ed Elisabetta Canalis - perdonate la divagazione, ma visto il periodo mi sembra il paragone più efficace - entrambe due splendide donne, ma l'una è l'incarnazione della sensualità e della femminilità esibita, l'altra è la brava ragazza della porta accanto! Non siete d'accordo?

Ma lasciamo le eccezioni e torniamo alla normalità. Prendiamo ad esempio la tipica donna italiana che viene a lezione. È timida, impacciata e sufficientemente inibita da irrigidirsi al primo contatto troppo ravvicinato con il partner (anche se questi è il marito o il fidanzato). Altro che ammiccamenti e movimenti di cintura. Insegno loro a guardare il partner negli occhi, a muoversi con eleganza e abbandonarsi con trasporto al suo abbraccio, ma credetemi, non bastano delle lezioni di ballo ad accrescere l'autostima laddove non c'è oppure è ai minimi storici. E senza una buona autostima è impossibile muovere il corpo con sicurezza e sensualità. Così come non basta un paio di tacchi alti e una minigonna a tirar fuori la femminilità. Pensate stia esagerando? Niente affatto. Se lo pensate significa che non conoscete la condizione femminile attuale. E dall'altra parte della barricata non si respira aria migliore. Sì, è vero che il maschio approda ai corsi nella speranza di "cuccare", ma quando si rende conto del casino in cui si è cacciato dimentica ogni velleità da casanova. Lui, fra poco senso del ritmo, scarso orecchio musicale e movenze da improbabile macho - ruolo caduto oramai in disuso in Italia - preferisce imparare nuove figure che stringere fra le braccia una donna che non vuole farsi coinvolgere emotivamente. E se per caso è belloccio, e single, le difficoltà aumentano, perché lei, che è il peggior giudice di se stessa, si troverà così tanti difetti e inadeguatezze fisiche - noi donne in questo siamo maestre - da irrigidirsi e impedire ogni comunicazione corporea. Ma non basta! Quando spiego alla classe che durante la lezione inviterò le coppie a scambiarsi il partner, così da facilitare l'apprendimento, l'aria in sala diventa pesante e alcune coppie, restie, si imboscano verso il fondo sperando di non essere notate. Ecco, in questo bel clima "distensivo", io, l'insegnante (o forse sarebbe meglio dire lo psicologo, a questo punto) dovrei trasmettere loro così tante nozioni che potrei piantare le tende lì e prendere residenza. Allora, diciamo la verità. Il ballo di coppia, che sia bachata, merengue o salsa, per la stragrande maggioranza degli allievi, stressati dai ritmi lavorativi e dai problemi quotidiani, è un mezzo per scaricare la tensione, evadere e non pensare. Se poi riescono a stringere qualche amicizia, ben venga. Loro sono contenti così. Quindi non lamentiamoci se in pista non vediamo passione ed emozione. Piuttosto, facciamo un esame di coscienza collettivo e pensiamo a come e al perché siamo arrivati a questo punto.


Commenti:





17 Febbraio 2011 - 16:46
 
c'è poco da dire. è facile capire perchè noi donne italiane siamo più o meno inibite o rigide. è la vita che facciamo.sempre a correre, i pensieri del lavoro, il perenne confronto con le fotomodelle anoressiche, compagni che altro non fanno che volerti perfetta e ridurti ad un automa, smog, freddo e nebbia, sempre a far quadrare i conti. chi è più ricco è già più rilassato, perchè almeno non deve tirare e fare rinunce di sorta. sfido chi non arriva a fine mese a lanciarsi in una bachata sensuale, col sorriso. si pensa ai figli e ci si irrigidisce. si pensa al marito che arriva nervoso e ci si sente schiave e poco donna innamorata. perchè lui è stanco.noi, no. le dominicane? le cubane(peggio) ? non hanno nulla a cui pensare, nel senso che non hanno proprio nulla. non han lavoro nè orari nè capi che urlano. possono stare in attesa del turista che forse riusciranno a portarle qui...si ..qui..dove perderanno il sorriso. perchè qui si deve lavorare. perchè qui piove. fa freddo. e il turista ricco qui è meno ricco. loro ballano.loro fanno figli a destra e a manca..dio vede e provvede. ci si infatua di tanta spensieratezza, che portata qui sfiorisce...60 anni fa, anche i nostri nonni, giovanotti in forza, si divertivano e ballavano di più. la miseria e l'inconsapevolezza di cosa voglia dire FATICA fa ballare bene la bachata.


17 Febbraio 2011 - 16:58
 
È vero, 60 anni fa c'era più spensieratezza proprio perché c'era di meno, molto meno. E ci si divertiva con poco. Lo dice spesso mia madre: ora avete la tecnologia, la rete, i lussi, ma siete stressati perché per averli o per tenerveli stretti dovete lavorare come matti. Ed io aggiungo: a fine mese non c'è nulla da poter mettere da parte, tutto speso. Bisognerebbe trovare un equilibrio...


17 Febbraio 2011 - 17:01
 
ps: inoltre, c'è da dire che data la nostra ritrosia ancestrale, anni di retaggio cristiano, dove il vaticano ci inculca che tutto è peccato, figurarsi se una si struscia il bacino contro uno sconosciuto. vai a cuba! vedi le donne strusciarsi contro gli sconosciuti, al puro scopo di sentire che effetto hanno là sotto! e se l'effetto c'è..beh..il maschio nostrano non può resistere, e loro se lo mangiano e lo spellano in un boccone. credo che il 99,9 % di donne all'havana siano pseudo prostitute, ma là è normale.. sono i nostri fessi che ci cascano.non capiscono che il loro amore va diviso per 10-20-30 altri turisti, che vengono dopo..balla balla la bachata e il reggaeton..di cosa dobbiamo invidiare quei popoli? di nulla. o forse si. le donne quando vengono qui sono piene di pretese e si credono chissà che..umiltà? parola sconosciuta. noi balliamo la bachata con pezzi di legno, magari dall'alito fetido, sudaticci e goffi..mmmm che attrazione..noi guardiamo questo. le cubane mentre ballano con questi, palpano il conto in banca.


18 Febbraio 2011 - 17:46
 

Scusa ma sull'ultima parte del tuo commento mi devo dissociare. Sono d'accordo sul fatto che la cultura cattolica del nostro paese abbia influenzato la percezione del corpo e del sesso, ma ci stai andando giù pesante sulle donne latine. Per esperienza diretta posso dirti che non puoi generalizzare. Non puoi fare l'equazione: donne latine = poco di buono - che è in sintesi il tuo pensiero, vero? - anche perché, statistiche alla mano, le italiane non si fanno mancare nulla in quanto a prostituzione di lusso! Le donne latine sono più disinibite e calienti di noi, questo è certo, ma lo sono perché hanno radici culturali diverse dalle nostre. Non perché vogliono abbindolare i turisti europei. Qui leggo una certa acredine... hai avuto qualche delusione amorosa?


18 Febbraio 2011 - 23:01
 
macchè delusione amorosa!! ahahah su questo mi permetto di ridere. qui si che c'è la prostituzione di lusso..di lusso appunto. una, qui, a meno che non sia una proprio sventurata, seleziona e si fa pagare, ma ne fa un vero e proprio lavoro, da tassare pure, a mio parere. non si chiamano prostitute ma escort, e ce ne sono di ogni razza. Là non è che èperchè sono più calienti..è la miseria che le fa credere che col turista poi diventano ricche. anzi. appena arrivano qui ci fanno un figlio subito, va, così si mettono al riparo. se poi trovano un pollo migliore tanti saluti e si fiondano su quello. tutti i popoli nella miseria passano di lì..magari anche l'Italia in un futuro..se si continua così..tutte andremo in cerca di turisti eheheh...ma ci sei stata mai a cuba? mai in giro? c'è da restare schifati..vai sul malecon, in un bar qualsiasi..manda tuo marito e vedi cosa gli capita..goditi le scena. fa schifo la mercificazione pazzasca che hanno..mica si vergognano eh..puoi pure chiederglielo..20? 30? no problem..cara, non serve avere delusioni amorose per guardare con gli occhi ciò che succede là. non è rabbia, nè invidia nè altro..pura constatazione. ci sono qui da noi donne che valgono per mille motivi, ma non fanno le gattemorte, perchè hanno orgoglio e dignità. maschio..vai dove c'è fame..e avrai tutto.  


24 Febbraio 2011 - 15:21
 
Parole sante! Peccato che stai al nord...fossi qui a Roma verrei sicuramente a farti visita! :-DDD
Loredana
Template e Layout by Blografando2011 Distribuito da Adelebox