11/01/11

La mia giornata con Holly

Avrei voluto scrivere questo post il primo dell'anno, come buon inizio. Ma non è stato possibile. Holly ha deciso che non era il momento e ha rosicchiato il cavo del carica batteria che alimenta il mio Asus Eeepc. Lì per lì sono rimasta così stupita da non avere reazioni. Del resto, è accaduto solo per mia sbadataggine. Avrei dovuto immaginare infatti che Holly e il cavo vicini erano un accoppiata dannosa. Quindi, non mi sono arrabbiata. Ma quando in seguito ho scoperto che quel maledetto alimentatore costa una cifra, non si trova in nessun negozio della città e che, fra l'altro, Asus ha progettato il netbook così bene da non potersi alimentare con altri alimentatori, be' mi son data della fessa al quadrato. Mai più, mi sono detta, mai più. Però, intanto, sono senza pc portatile. Pazienza, direte voi, hai quello dell'ufficio. È vero. Infatti, adesso che sono rientrata al lavoro posso collegarmi e scaricare il post. Ma il netbook mi serve anche per fare lezione a scuola, accidenti! Vabbè, mentre attendo l'arrivo del prezioso pezzo marchiato Asus (mannaggia a loro) m'inventerò qualcosa... nel frattempo, ecco quanto avevo scritto.

La mia giornata con Holly inizia alle 7:00 in punto, al suono della sveglia. Regolare come un orologio, al click che interrompe lo squillo (prima che svegli il maritozzo) la "pelosa" si alza sbadigliando rumorosamente. La sento perché la camera da letto confina con la stanza dove dorme. Non posso trastullarmi, devo alzarmi lesta, vestirmi e darle il buongiorno. Holly è seduta sulla sua copertina rossa, dietro al cancelletto, e attende scondizolante. Cosa c'è di più bello di un buongiorno tanto festoso e morbido? Lei è lì, in attesa; ti guarda con gli occhioni dolci, pronta a dare tutto l'affetto e il calore di cui è capace, ed io mi sciolgo.

«Buongiorno patatona, hai dormito bene?» La risposta è rumorosa. La coda sbatte forte sulle pareti: toc, toc. È felice e ancora molto assonnata. Andiamo in soggiorno ad aprire le finestre per guardare il giorno che nasce e poi, via veloci sul divano a farci un po' di coccole. Da qualche giorno ha imparato ad accogliermi con un giochino in bocca: è il suo modo per dirmi che è contenta di vedermi e che vuol giocare con me. Le voglio un bene da matti. Ma il tempo corre e la mattina non aspetta. Le preparo gli integratori per le cartilagini, poi i fermenti lattici. Mi sistemo davanti alla porta della terrazza; è il nostro segnale: prima prende le pastiglie, poi fuori di corsa per pipì, cacca e dopo, dentro subito in cucina per fare la pappa. Mentre preparo si accuccia sul pavimento e attende fiduciosa. Segue con attenzione i miei movimenti. Li conosce bene e sa che quando batto la forchetta sull'acciaio è tutto pronto: si mangia. Veloce mi segue in soggiorno. Le appoggio la ciotola accanto a quella dell'acqua. Lei mi guarda e aspetta il permesso per mangiare; è molto educata la patatona.

Mentre mangia, finalmente sono libera di dedicarmi alla colazione della famiglia. Fra poco il maritozzo troverà il caffè fumante e una sveglia molto particolare: il buongiorno della pelosa! Alle 8 meno dieci infatti, dico a Holly: «Andiamo a svegliare il papi?» Lei non aspetta altro, corre verso la porta della camera da letto tutta festosa. Sa cosa fare... appena socchiudo la porta si infila con il musetto nell'oscurità e si dirige verso il letto con la sua coda rumorosa: toc, toc. Sbatte dappertutto e sveglia il papino che mai, come in questi mesi, si è alzato così di buon umore! Vederli insieme è uno spasso. Lei nutre per lui un affetto particolare. Vuol bene a entrambi, certo, ma con lui c'è un rapporto speciale. Tanto che a volte capita, quando rientra a casa la sera dal lavoro, che si emozioni e faccia un goccetto di pipì sul pavimento. L'allevatrice mi aveva avvertita che le femmine hanno un affetto particolare per i maschi umani. Ma io non sono gelosa. Anzi. Mi fa tenerezza vederli "morosare" insieme. Mio marito non ha mai avuto animali, né cani, né gatti. Si è perso questo aspetto dell'infanzia e vederlo adesso, a 40anni, rotolarsi con la pelosa, fare le vocine e giocare spensierato, mi commuove. Sono felice per lui, e per lei. Holly è un cane molto fortunato. Chissà se lo sa? Il suo papi è un padrone affettuoso, ma anche molto "chioccia". Ci tiene a tenerla sempre pulita: la spazzola, la lava, le pulisce le orecchie, come una mamma con il pupo. E non disdegna di tirar su cacche, se capita. In quattro mesi mai un lamento, una recriminazione. Potenza dei pelosi! Non è che poi mi chiederà i contributi per lavoro straordinario?? Lui è quello dell'ultima pipì della sera, io quella della prima pipì del mattino. L'importante è dividersi i compiti, no?

La mattinata prosegue a ritmi veloci: qualche minuto di gioco con il papi, poi ci si prepara per andare al lavoro. Il maritozzo parte prima, con la macchina, mentre io vado in ufficio a piedi con Holly. È la nostra passeggiatina quotidiana: fa bene a lei e fa bene alla mia schiena. Ma non è facile stare al passo con il guinzaglio. Holly è ancora piccola, ha solo 6 mesi, quindi ha un andamento discontinuo e alternato, ma fa già grandi progressi. Lungo il percorso che porta al lavoro si è fatta tanti amichetti. Dietro ogni portone abita un cagnetto. C'è quello con tre zampe, che saltella felice per darle un saluto, la volpina anziana, che la guarda da lontano ma non si muove dalla cuccia, lo sharpei che abbaia festoso. È tutto un salutarsi e annusarsi, per quanto sia possibile fra cancelli e recinti. Ma a pochi metri da casa c'è anche un'amica speciale: Kelly, una labradorina dolcissima di quasi 5 mesi. È la sua amichetta del cuore. Si sono piaciute subito, sin dalla prima volta che si sono viste. Non c'è mattina che Holly non mi trascini davanti al suo cancello, tirando come una matta, per giocare qualche minuto. E se per caso capita che Kelly non c'è... Holly si lamenta: ulula, guaisce e si dispera perché non la vede. Sono tenerissime insieme, proprio come due sorelle.

I quaratacinque minuti di passeggiata che ci separano dall'ufficio sono lenti, soprattutto perché da sola, a piedi, faccio lo stesso percorso in circa 15 minuti. Ma come si fa a dirle di no? È il suo spazio. I cani hanno bisogno di passeggiare, annusare, stare all'aria aperta e anche socializzare con gli altri cani. Lei è felice, io sono felice per lei e la nostra unione cresce, creando un rapporto di fiducia reciproca. Quando possiamo, oltre alla passeggiata del mattino e a volte quella della sera, ci prendiamo un po' di tempo dal lavoro per uscire a fare quattro passi. È bello staccare, uscire all'aria aperta e non pensare a niente. Peccato solo per il clima: in questi ultimi mesi ha piovuto molto e ho notato che i cani - e Holly in prima linea - non escono volentieri sotto il diluvio. Meno male... pensa se mi capitava un cane che ama sguazzare sotto la pioggia? Già mi vedo in tenuta stagna, coperta di cerata da capo a piedi, per rientrare in studio con un aria presentabile. Eh, eh. Ognuno ha il cane che si merita. Infatti il mio è tecnologico: mangia i cavi del PC!

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