16/11/10

Malati di socialnetwork?

slang-di-social-networkDipendenza da Facebook, è allarme. Cita Gossipitaliano.it
Pare che al Policlinico Gemelli di Roma si stiano ingrossando le fila. Di cosa? Di malati di socialnetwork. Intossicati, rete-dipendenti. "...Gli italiani sono fra i frequentatori più assidui di Faccialibro". Sai che novità. Gli italiani sono assidui in tutto, dai reality tv al fumo. Senza discriminazioni fra fumo e "fumo". E i ragazzini sono al primo posto. Be', vista l'età non più classificabile come "ragazzina" direi che ne sono del tutto fuori. Anche se la mia multimedialità a volte rasenta l'impallamento da troppe finestre aperte. No, non quelle di casa. Quelle del browser. Lavorando 10, 12 ore al giorno al PC, ho urgenza di tenere molte cose... sotto controllo. Così, fra Skype, Facebook, forum di discussione, Twitter, Splinder e Blogger sono sempre in costante contatto con il mondo virtuale. Ma da lì ad affermare che sono dipendente, no. I dipendenti sono quelli che non ne possono fare a meno. Che se non hanno la connessione vanno in totale sbattimento. Io alle 19 in punto stacco la spina. Della rete e della corrente. Sia mai che un fulmine mi fa partire il gruppo di continuità (già successo). Si chiude e si va. A vivere la vita di tutti i giorni. Allievi, corsi, convegni, lezioni mie e del maritozzo. E poi gli amici, la famiglia. Le serate. E adesso pure il cane. Però, sì. C'è una cosa di cui sono dipendente... Non del fumo, non dell'alcol. Nemmeno della Nutella. Che palle, eh? Son proprio precisina, io. No, niente di tutto questo: io sono una vera e propria tossica della vita. Quella vissuta.
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