09/07/10

Troppo caldo

Ore 08:45, a pochi metri dallo studio
Inchiodo e tiro giù il finestrino dell'auto. Ehi, lei. Ma l'ha visto lo stop??? Mi guarda inebetito. Alzo la voce. L'ha visto lo stop? Lui, sui sessanta e passa, abbozza un sorriso. Allo stop ci si ferma, chiaro? E se non ha ancora capito a cosa serve uno stop, torni a scuola guida! Grazie signora... (è ironico?) Prego.

Ore 10:00, in posta.
Quattro sportelli, un solo addetto. Una fila di 30 persone. Spazio angusto e un caldo boia. Un tizio sbotta. Senta signora, vuol chiamare qualcuno? L'addetta fa finta di non sentire. Dietro di lui una donna mormora a voce abbastanza alta da farsi sentire. E' una vergogna. Una ragazza aggiunge: ogni volta che vengo qui è lo stesso... Ma che li pagano a fare? Si alza un coro di voci indispettito. Son quarantacinque minuti che aspetto di fare una raccomandata, devo prender ferie? Ma insomma! L'addetta ci guarda, si alza senza una parola, livida in faccia, prende la borsa e esce dall'ufficio postale.

Ore 14:00, a casa.
Due vicini si stanno prendendo a parole da una terrazza all'altra. Sei un bastardo, l'hai fatto apposta. Ma io ti mando in galera. L'altro di rimando. Cosa fai tu? Lo sai di dove sono io? Stai attento che la prossima volta ti tiro sotto. Ma si può mangiare in pace? Chiudo la persiana.

Ore 18:30, nel parcheggio del super.
Sto facendo manovra per uscire con l'auto e un tizio entra contromano a velocità sostenuta. Me lo trovo davanti al muso. Lo guardo... e gli indico a gesti il senso di marcia. Lui per tutta risposta avanza verso di me. Tiro giù il finestrino. Ma sei scemo? Non risponde e insiste. Devo frenare altrimenti mi tampona. Lo lascio passare e per tutta risposta mi urla: Stronza, fottiti. Ehi, stronzetto, qui l'unico che si fotte sei tu, ma il cervello, sai? Tiro su il finestrino e me ne vado esclamando improperi che non posso trascrivere.
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