02/06/10

Cellularedipendenza

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Ci sono persone che non si staccano mai dal proprio cellulare, come fosse una parte fisica, un cordone ombelicale. In casa o al lavoro non fa differenza. L'importante è non perderlo mai di vista. Niente occultamenti nelle tasche di giacche o pantaloni, nossignore! Lui deve essere esibito, come un trofeo, soprattutto se è un modello all'ultima moda. E allora... pranzano con il cellulare accanto al piatto, in bella vista, pronte a scattare al primo squillo, incuranti del fastidio che potrebbero arrecare agli astanti. In macchina guidano tenendolo fra le cosce. Sai, è per la vibrazione, altrimenti con il frastuono dell'autoradio non lo sento. Ah! E se chiama qualcuno d'importante? Certo. Metti che ti chiama il presidente della Repubblica... L'auricolare? No. E' un optional che snatura il rapporto viscerale. Ci dev'essere un contatto più diretto, più fisico. E da quando sono usciti i modelli touch screen, apriti cielo! E' tutto un ticchettio, un digitare e lucidare lo schermo per non lasciare impronte imbarazzanti. Ma gli uomini non sono peggiori delle donne. No, sono entrambi vittime della stessa cellularedipendenza. Ho visto donne portarsi il cellulare anche al bagno, appeso al collo. Sai, sto aspettando che lui mi chiami... ha promesso di farlo... Già. Pensare che nei bagni non sai mai dove posare la borsa, figurati un cellulare. E le patite che vanno in palestra per l'allenamento settimanale e lo appoggiano ovunque, su panche ed attrezzi, salvo poi girare affannate alla ricerca del cellulare perduto? Possibile che un cosino così piccolo debba condizionare la vita? Siamo schiavi della tecnologia a tal punto? E che ansia quando suona e non sai dov'è... Squilla, lo senti? Oddio, dove l'avrò messo? Poi scopri che è nella borsa... sì nella stessa borsa che ingurgita tutto, comprese le chiavi della macchina che non trovi mai. Allora con rassegnazione inizi a ribaltarne il contenuto sulla scrivania, come impazzita. Perché se lui squilla devi rispondere. E' un ordine perentorio. Mi senti??? Sto squillando, è importante! Questione di vita o di morte. Bleah. ll mio cellulare? Squilla spesso. Se ho voglia rispondo, altrimenti mi entra di qua e mi esce di là. Pranzo con calma, mi faccio pure la pennica. E se la fa anche lui perché lo spengo. Al bagno ci vado da sola, son cose intime, si fanno in privato. In palestra invece lo faccio lavorare ma solo come sveglia, così finisco le lezioni puntuali. Non so se si è capito... ma fra me e lui c'è un chiaro rapporto: comando io!


Commenti:

07 Giugno 2010 - 09:11
 
Il cellulare? È un male necessario.
Ormai è stato inventato, e indietro non si torna: ci ha dato tanto in termini di comodità, ma ci ha anche tolto tanto in libertà. Personalmente, rimpiango l'era pre-cellulare, ma rischio di passare per retrogrado e oscurantista.
Ho anch'io la mia piccola vendetta: cerco di dirottare i chiamanti su un più discreto, stringato, economico SMS.
Mi chiama un rompiballe? Mi chiama un non-rompiballe ma il momento è decisamente sbagliato? Azzero all'istante la suoneria, e con calma, ripesco dai messaggini predefiniti "Mi cercavi? Mandami un sms, ti richiamo appena posso".
Certo, ci sono gli irriducibili, quelli che pensano che DEVONO parlarti a voce a tutti i costi (spesso per LORO esigenze) e ripartono alla carica con una chiamata. Che gusto azzerare la suoneria, in quei casi. :) CyberLuke


07 Giugno 2010 - 10:54
 

il cellulare va bene solo per le emergenze secondo me.
io me lo perdo dentro casa, perché lo poggio da qualche parte e poi non lo cerco più.
la suoneria l'ho tolta proprio, ho sempre il silenzioso.. insomma, odio il cellulare, lo uso il minimo indispensabile.
e, soprattutto, odio chi guida con il cellulare attaccato all'orecchio!! Fallenangel77


09 Giugno 2010 - 07:37
 
ripenso alla beota che ieri mi stava venendo addosso perché - guidando - aveva il cellulare incollato all'orecchio, protetto dalla mano a conchiglia, e stava pure ridendo mentre guardava beatamente il cielo.....
però io devo ammetterne di averne due, e quello professionale è sempre acceso dalle 8 alle 20, non posso esimermi dal rispondere alle chiamate di clienti e collaboratori, e soprattutto alle 50/60 mail quotidiane ...privilegi del ruolo.  Però quello personale non solo non mi segue ovunque, ma contiene pure un fantastico software (da me acquistato all'uopo) che consente di creare una lista nera di chiamanti che troveranno sempre ed invariabilmente il numero fuori servizio..... Fedifrago



09 Giugno 2010 - 10:38
 

@Fedifrago
Ah, stavolta ti batto :-) io ne ho 3: uno privato solo per la famiglia, acceso giorno e notte (sai, quando hai genitori anziani...) uno dedicato agli allievi delle scuole dove tengo i corsi di formazione e un vecchio numero che ho dal 92 dedicato ai contatti dello spettacolo. A seconda di quale suona so se sono rogne, offerte di lavoro oppure allievi in visita ^__^


09 Giugno 2010 - 18:46
 
non so se ti sia mai capitato, di stare a cena fuori, e di vedere gente, ai tavoli vicini , che passa tutta la serata al cellulare. Sono ad un tavolo, magari con la famiglia e, mentre gli altri si gustano la cena, loro passano tutto il tempo al cellulare....e non lo vivono come un inevitabile fastidio, quanto proprio come un piacere! Certe cose, non riesco proprio a capirle. skarbie


10 Giugno 2010 - 07:33
 
aaahh... pure io ho i genitori anziani (probabilmente più dei tuoi
.....però considerando che abitano a 100 metri da me mi posso permettere di spegnere il telefono privatoquando vado a dormire, evitando chiamate e messaggi molesti. Parimenti lo spengo quando entro in un ristorante, e lo metto in modalità vibrazione durante riunioni ed incontri con i clienti.

Riflettevo ad alta voce proprio alcuni giorni fa, sull'uso smodato della tecnologia. Nella mia professione è un grosso ausilio; potere essere reperibile (e quindi avvisato tempestivamente di variazioni negli impegni), potere dividere vita privata da quella lavorativa, essere condotto a meta dal navigatore, potere sfruttare il computer in mobilità ecc. ecc. L'importante è non diventare schiavi della tecnologia, ma sfruttarla per i nostri bisogni, e perché no per le nostre comodità. Dipende sempre da noi se essere dominati o dominatori, e soprattutto essere rispettosi nei confronti di chi ci stia attorno; io non sopporto la cafonaggine di chi mi impone improbabili suonerie e conversazioni personali (per lo più banalissime) in luoghi chiusi, siano carrozze di treno o sale di ristoranti, e la pericolosità di chi si sdraia sul telefono mentre guida. Fedifrago



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