28/02/10

E' un momento difficile...

... che dura dal 12 febbraio scorso: venerdì.
Mio padre è stato ricoverato d'urgenza in ospedale. Gli era salita improvvisamente la febbre e comparsa una tosse fastidiosa. Dopo il ricovero dello scorso ottobre - di cui ho già scritto - si temeva un nuovo focolaio. Eppoi, negli ultimi giorni mangiava pochissimo e beveva ancor meno. Un rapido consulto con il medico e poi la mia decisione di ricoverarlo immediatamente. Mia madre ha una forte idiosincrasia verso le strutture ospedaliere; come sente la parola ricovero il suo cervello si rifiuta di collaborare e minimizza. Dall'altra parte, invece, mia sorella maggiore - che si sente il "capofamiglia" - insisteva per farlo ricoverare ed io in mezzo a decidere fra i due litiganti. Dopo una serie di telefonate e mille discussione (inutili) ho minacciato di portarlo giù di peso!

Trenta minuti dopo l'ambulanza era sotto casa. Mia madre con lo sguardo rassegnato e spaurito è salita in auto e via in pronto soccorso. Due ore dopo papà era già in stanza, con la flebo attaccata, in attesa del medico. Un tempo record per il pronto soccorso di Udine, e forse per tutti. Mentre attendevo cercavo di organizzare la giornata seguente: dovevo annullare le lezioni, ma anche tutti gli appuntamenti e gli impegni lavorativi della settimana. Sentivo che la situazione era seria e guardando mamma così spaurita capivo che avrei dovuto occuparmi anche di lei. Era notte fonda quando finalmente la febbre è scesa e la situazione stabile ci permetteva di rientrare a casa. Così è iniziata.

E il sabato seguente è finita, o almeno credevamo tutti fosse finita. L'ospedale infatti dichiarava che era tutto a posto: nessuna polmonite, polmoni puliti, così come le vie respiratorie. La febbre scesa, l'anemia compensata con una trasfusione (ma perché era anemico nessuno l'ha detto) e di conseguenza lo dimettevano... ma con assistenza infermieristica a domicilio. Già. Perché papà non riesce più a bere normalmente e quindi va fatta la flebo di idratazione a giorni alterni. Tutto bene allora. Forse. Perché io avevo notato una pancia gonfia in modo anomalo e avevo chiesto lumi al dottorino di turno. Dottore cos'ha? Una visita veloce e: Niente... è tutto a posto, stia tranquilla. Ma tanto tranquilla non ero. Papà tornava a casa ma secondo me non era la mossa migliore.

Infatti, venerdì scorso è rientrato.
Ancora con la febbre alta e una pancia così gonfia che sembra di otto mesi.
La giostra ricomincia a girare: ricovero urgente e attesa di una diagnosi. Che questa volta dovranno darmi. Costi quel che costi.
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