13/11/09

Perché scrivere sul blog?

L'altra sera ero a una cena di lavoro. In questo periodo se ne fanno diverse. C'erano molti colleghi più qualche infiltrato occasionale: un marito, un'amica, due mogli. Parlando del più e del meno spunta l'argomento blog: il mio, ovviamente. Devo dire che fra i presenti nessuno è multimediale quanto me, anzi. Molti di loro usano il portatile come una macchina da scrivere, evitando di complicarsi la vita con conoscenze tecniche. Però sono curiosi come scimmie e fanno domande. Un sacco di domande. Oltre a leggere avidamente tutto ciò che scrivo. Credo che l'aspetto che fanno più fatica a comprendere sia il motivo per cui non uso il blog per pubblicizzare il mio lavoro.

«Senti Gin... ma con il blog guadagni qualcosa?» Esordisce Chiara, una brunetta piuttosto sveglia.
«No. Almeno per ora non m'interessa.»
«E allora, scusa la domanda, perché lo fai? Perché scrivere sul blog? Non è una perdita di tempo?»
«No, non direi. Lo faccio perché mi piace e lo faccio volentieri. Tu non fai altrettanto quando crei le scatoline con il decoupage? Mentre tu fai scatoline io scrivo. Non lo considero una perdita di tempo. Tu si?»
«No, certo che no. Ma è diverso!» E' stupita.
«Oh, sentiamo, perché è diverso?»
«Perché quello che fai tu è complesso, difficile...» Parla a fatica, quasi cercasse le parole migliori. «Scrivere, amministrare un blog, controllare i commenti. Voglio dire, è un casino.»
«Oddio, forse per te è un casino. Ma per me potrebbe essere difficile quello che fai tu, non pensi? Sono punti di vista diversi.» Chiara scuote la testa, non è convinta. Luigi interviene.
«Ok, ma potresti usare il blog per pubblicizzare il tuo lavoro di consulente! Almeno porti a casa qualcosa.»
«Sì, potrei. Ma non è il motivo per cui ho deciso di aprire il blog.»
«Questo l'ho capito, ma non è meglio trovare nuovi clienti, invece di raccontare...» Lascia la frase in sospeso.
«Invece di raccontare?» Lo incalzo, perché so dove vuole arrivare. Ne abbiamo discusso altre volte.
«Aspetti della tua vita privata, ad esempio. Io non lo farei mai, ecco. Espormi, intendo dire. Non sai mai come va' a finire... con quello che si sente in giro! Non hai paura che qualcuno ti aspetti sotto casa?»
Sorrido indulgente. «Luigi, le tue paure sarebbero fondate se non avessi esperienza del mezzo. Se mi buttassi così, allo sbaraglio, senza sapere quello che sto facendo. Ma non è così, tranquillo. Tutto quello che scrivo e pubblico lo decido io e so perfettamente quale immagine mostrare di me e quale messaggio veicolare. Sempre. Non mi sfugge nulla inconsciamente. Altrimenti non saprei fare il mio mestiere, non credi?»
Lui non si rassegna alla mia risposta.
«Sì, lo so che sei brava e sai il fatto tuo. Ti conosco. Ma proprio perché sei così brava, fossi in te impiegherei il mio tempo libero in altro modo. Magari pubblicando su cartaceo.»
«Intendi dire un libro?»
«E perché no? Non c'era quel giornalista di Roma, di cui mi parlavi tempo fa, che ti avrebbe aiutato a pubblicare la storia della Regina?»
La tavolata mi fissa senza capire che piega abbia preso il discorso. Accanto a me qualcuno chiede: «Chi è 'sta Regina?» Ma io non gli bado.
«E chi ti dice che non stia facendo pratica per poi pubblicare un libro?» Ribatto maliziosa con l'aria di chi sta tramando qualcosa. «Scrivere non è solo un'arte, ma soprattutto un mestiere. E ci vuole pratica.»
«Ah, be' allora è diverso! Se è così, mi piace. L'idea è ottima.»

Luigi pare soddisfatto. Il fine adesso è nobilitato; più vicino alla sua idea di business. Del resto è un imprenditore, non un consulente d'immagine! E mentre mi versa del vino mi chiede se ho pensato anche a dei gadgets legati al blog, perché lui potrebbe essere interessato a investire. Pensa un po'.
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