15/09/09

Miss Italia 2009

Lo scorso anno ho seguito Miss Italia con trepidazione, raccontandovi i miei esordi come presentatrice di concorsi di bellezza, discutendo sulle candidate del Friuli in Miss, miss, mia cara miss e commentando l'eliminazione delle taglie regolari in Miss taglia 44. Quest'anno, vuoi per i problemi tecnici di Splinder che mi hanno fisicamente impedito di scrivere sul blog, vuoi per l'interesse centrato sul "generale Milly" - al secolo, Carlucci - per me icona e punto di riferimento lavorativo praticamente da vent'anni - ho deciso di lasciare ogni commento alla fine della manifestazione.

Iniziamo dalla vincitrice del titolo 2009, la calabrese Maria Perrusi. Bella è bella. Con uno sguardo magnetico che buca lo schermo. Niente da dire. L'ho notata la prima sera. Ma a confronto con la 17 che a parer mio meritava la corona - Mirella Sessa - arrivata seconda, è tutta un'altra storia! Credo che Miss Italia debba essere una donna con la D maiuscola, a prescindere dall'età, s'intende. Il viso dovrebbe raccontare una storia, un vissuto. Che lì non ho visto. Il corpo dovrebbe essere femminile e morbido, e dall'alto del suo metro e ottantadue, questa acerba ragazza ricorda più una figura efebica che una degna rappresentante della bellezza mediterranea. Non voglio far la parte dell'invidiosa, per carità. Ho lavorato anni con le miss ed è un lavoro che ho sempre amato. Ma si fa' per ragionare, per discutere dei "costumi" che cambiano. Possibile che tutte le titolate debbano somigliare alle indossatrici d'alta moda? Le donne non sono manichini. E le "piccoline", si fa per dire, come Giulia Luchi - così bella da sembrare persino finta e con il viso da bambola - le scartiamo? Non sono d'accordo su com'è andato il televoto e stranamente quest'anno sono più vicina alla giuria tecnica di quanto sia mai accaduto. La Stampa titola: Miss Italia compie 70 anni. Ma rappresenta veramente le donne italiane? Per me no.

Veniamo ora alle novità portate da Milly Carlucci. "Non ci sentirete mai chiamare una ragazza con un numero - spiega Milly sulla Stampa - le miss si chiamano Maria Rossi o Maria Bianchi etc, non la numero 7 o la numero 50. Abbiamo quindi abolito il numero di identificazione perchè è una questione di rispetto e di dignità". Sono d'accordo. Il numero le spersonalizzava. Ma dal numero siamo passati a togliere anche le curiosità personali. Maria Rossi è alta 1,80. Ok. Indossa la taglia 40. E poi, che altro? Studia? Lavora? E cosa pensa? Le hanno decimate, selezionate da 100 a 60 per snellire la manifestazione. Ma di queste 60 ragazze vorrei sapere qualcosina di più. Sì, certo. Hanno registrato dei promo in video, ma a me interessa sentirle parlare dal vivo. In diretta, non in indifferita, dove si taglia e si cuce a proprio piacere!

"Abbiamo voluto trasformare il concorso in un talent show". L'idea di Milly è buona, anzi ottima. E' giusto far capire alle candidate al titolo che oggi se vogliono farsi strada nel mondo dello spettacolo debbono saper fare di tutto. Ma per far funzionare quest'idea ci vorranno almeno tre edizioni di rodaggio! E' stato infatti evidente, fin dalla prima serata, che per far ballare e cantare le candidate 20 giorni di prove non bastano. La colpa non è solo nella difficoltà oggettiva delle miss - non mi sarei aspettata nulla di più - ma nelle "mancanze tecniche" di chi opera dietro le quinte. Mi riferisco all'esibizione delle "sportive". L'orchestra non ha minimamente supportato, con una voce guida, l'esibizione canora delle ragazze - atto doveroso, se teniamo conto che sono giovanissime, inesperte e tesissime - e le ha costrette a cantare canzoni in tonalità maschili - apriti cielo! - molto più adatte alla voce tonale di Paolo Belli. Roba da matti. Li avrei presi a calci nel sedere. Le poverine viste dal video sembravano rigidi manichini con lo sguardo disorientato che sfiatavano sul microfono. Penose perché mandate allo sbaraglio. E' questo il modo per giudicare il loro talento? Non credo. Sarebbe stato più semplice farle cantare o ballare - Madonna insegna che per fare bene entrambe le cose è necessario il playback - in due momenti distinti. In altre parole, è giusto agevolarle non complicare loro la vita.

Spero che la mitica e professionale Milly Carlucci, che tanto ammiro, legga questo post e faccia un po' di outing. E' stata brava ma so che avrebbe potuto dare molto, molto di più - fosse stata solo un po' meno tesa. E' importante per lei adesso prendersi uno spazio per riflettere su questa "grande macchina da spettacolo" chiamata Miss Italia.
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