03/08/09

Stati catatonici

Latito.
Fisicamente sono al lavoro ma la mente è già in vacanza. In stato catatonico.
Ancora una settimana e poi si chiude per ferie. Dio ti ringrazio! Anche quest'anno siamo arrivati ad agosto. Il peggio è passato. Finalmente da lunedì potrò staccare la spina, evadere, risintonizzare i pensieri creativi.
Ne ho un estremo bisogno perché sono esausta.
Ogni sforzo è obsoleto. Fatica. Insofferenza. Persino accendere il fornello per cucinare qualcosa di vagamente commestibile. Quando finirà quest'afa? L'idea di produrre ancora nuovo calore mi scoraggia. Va bene qualsiasi cosa, purché sia fredda e veloce. Pomodoro e mozzarella, insalata mista, roast beef all'inglese, vitello tonnato, prosciutto e melone. L'inedia si è impadronita delle azioni. Il maritozzo non protesta, sopraffatto anche lui dalla stanchezza.

Ieri abbiamo trascorso la giornata in casa, blindati dentro mura refrigerate. L'unico rumore era quello del climatizzatore. Io in camera a leggere sul letto, lui in salotto stravaccato sul divano a guardare la TV. Ogni tanto ci si incrociava in corridoio; sguardi di poche parole, un unico pensiero: ma quanto caldo fa?

Poi, alle 19:00, mentre la temperatura accennava appena appena a diminuire abbiamo tirato fuori la spider dal garage, furtivi come due ladri. L'abbiamo scappottatta e via, con il vento fra i capelli. Ah, che deliziosa sensazione di frescura. La luce del tramonto colorava tutto di rosa e noi, felici, ridevamo come bambini.
Libertà.

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