22/08/09

Dissociata feriale

Ebbene sì. Io e le ferie siamo due poli che si attraggono e si respingono.
Dopo la prima settimana passata a pulire casa, domenica scorsa abbiamo deciso di partire per il mare: cinque giorni cinque a Lignano Sabbiadoro, a casa di mia suocera. Di più nun ze poteva. Domenica all'alba si parte per Barcellona e servivano tempi tecnici per il cambio valigia. Ovviamente mia suocera non c'era. Ma solo per mancanza di spazio. La casa infatti è un piccolo appartamento con salotto, cucina, bagno e camera da letto. Così piccolo che l'ho ribattezzato la casa dei Puffi. Il maritozzo dice che sono la solita esagerata, ma io amo gli spazi generosi e, fra l'altro, soffro un po' di claustrofobia (ereditata da mamma).
Insomma, una sofferenza. Sì, perché le ferie stanno alla sottoscritta come le mosche sul naso: un eterno fastidio da scacciare. Non ci sono abituata, ecco. Come tutti gli artisti devo lavorare mentre gli altri si divertono: feste comandate, ferie estive, ferie invernali, ponti. Ogni occasione è buona. Da anni. Così quando arriva il momento di rilassarmi e di godermi le ferie non ci riesco. Ho l'ansia da anticipazione. Tutto dev'essere sotto controllo. Prima della partenza mi arrovello con le liste per non dimenticare ciò che comunque, in ogni caso, dimenticherò. Quando arrivo sul posto impiego ventiquattro ore, ma a volte anche di più, per adattarmi a tempi e spazi. Faccio casino, non trovo le cose, dormo male e poco. Detta in due parole: divento fastidiosa.

Allora perché non stare a casa? Giusto. Domanda lecita. Ma il mare fa bene alla tiroide, aiuta la vitamina D e favorisce il buonumore (di chi, non si sa). E allora via libera allo sbattimento di maroni. Alla calca avostana, al caldo che annebbia il cervello, al nervosismo che si impossessa dei bambini urlanti, alla musica a tutto volume che inonda le strade a qualsiasi ora del giorno e della notte. Ed io mi adeguo. Accessoriata di ognibendiddio stile Fantozzi mi riverso in spiaggia alla ricerca di un ombrellone: I-pod, giornali di spettegulez per nutrire la mente, un libro, bibite ghiacciate e frutta, snacks per i languori improvvisi, quattro tipi di solari (non si sa mai), salviette umidificate (le creme e la sabbia si odiano ferocemente), un cuscino gonfiabile per il relax, due paia di occhiali da sole, un cappellino per passare in incognito. Pronti? Sì. Queste son ferie signori! Mica pippe.
Template e Layout by Blografando2011 Distribuito da Adelebox