06/07/09

Riappacificazioni, diamanti e appartamenti

Quando Lucia chiama sono rogne. La conosco. Se la voce al telefono è allegra e leggera significa che deve dirmi qualcosa con urgenza; se parla del più e del meno e non arriva mai al punto, deve dirmi qualcosa di importante, con urgenza.

Mi dà appuntamento in un negozio del centro. La scusa è quella dei saldi: urge un mio parere su un acquisto. Non la bevo, ma ci vado lo stesso. Sono passati tre mesi dal nostro ultimo incontro: cosa sarà successo nel frattempo? Tremo al pensiero.

Come al solito arriva in ritardo. Sgambetta su un paio di sandali rossi dal tacco improponibile. La minigonna bianca è inguinale, il top rosso nasconde l'indispensabile. Ha i capelli raccolti da una pinza; il trucco è vistoso. Mi abbraccia e bacia la guancia con finto trasporto.
«Ciao bella! Come stai? E' tanto che aspetti?»
Il tono è sufficientemente alto da far girare tutti i presenti. A lei piace l'ingresso “teatrale”. Non lo fa con malizia, ma solo per posa.
«Ciao Lu» le rispondo, «saranno dieci minuti buoni che ti aspetto, sai che ho il vizio di arrivare puntuale!» Sorrido e le restituisco l'abbraccio. Non amo questo tipo di smancerie; preferisco riservarle ai commiati più lunghi, ma con lei è quasi d'obbligo.
«Allora, cosa mi racconti di bello? A casa tutto bene?»
«Il solito... » Mentre parla guarda qua e là fra gli scaffali. «Papà è sempre preso dal lavoro, lo sai com'è. Adesso pare che frequenti una tipa.»
«Ah, bene. Era ora. L'hai conosciuta?»
«No, ancora no. L'ho solo sentita al telefono. Pare sia una cosa seria. Staremo a vedere.» Tira  fuori da uno scaffale un paio di pantaloni neri. Li guarda un attimo poi li rimette giù. «E di te che mi racconti? Hai finito i corsi?»
«Sì. Ho finito scuola due settimane fa. Quest'anno ero molto stanca, non vedevo l'ora di finire.»
«Ci credo. Non so come fai a star dietro a tutto!»
«Nemmeno io.» Mi guardo attorno: «Cosa stiamo cercando?»
«Ah, nulla di particolare. Cercavo un paio di pantaloni neri di lino, quelli che ho a casa sono da buttare.»

Ci spostiamo dall'altro lato del negozio. «Il lavoro? Tutto bene?»
Sono le tipiche domande di routine che mi servono per portarla “al dunque”. So bene che se le faccio una domanda diretta tipo: "Allora cosa volevi dirmi?" Otterrei solo una chiusura totale. Quindi, attendo con pazienza che faccia il suo giochino della conversazione banale...
«Mi sono licenziata.» Ecco la bomba!
«Ti sei cosa?» La tiro per un braccio e la giro verso di me.
«Ho capito bene?» Non credo alle mie orecchie. E' impazzita!
«Sì. Mi sono licenziata il mese scorso. Non ne potevo più di quel lavoro di merda.» Il tono adesso è strafottente. Sono frastornata.
«Lucia, ti rendi conto del periodo che stiamo vivendo? Siamo in piena crisi economica e tu ti vai a licenziare? Con un mutuo per giunta? Con cosa pensi di pagarlo?» Lei mi guarda tranquilla. Non tradisce il minimo turbamento.
«Senti, non potevo continuare così. Venivo sfruttata. Lavoravo a nero, senza contributi e con una paga di merda. Cosa dovevo fare ancora, dargli il sangue?» Sbuffa imbronciata. «Ho deciso di guardarmi intorno e cercare un'occasione migliore.»
«Fai bene. Bisogna sempre guardare avanti. Ma non potevi farlo mentre lavoravi?»
«No. Ne avevo le palle piene. Ma non preoccuparti, i miei problemi sono finiti.» Sorride, ma ancora non mi guarda negli occhi.
«Ah, si? Hai vinto al Totocalcio oppure hai trovato chi ti mantiene?»
«Forse.» Adesso sì che mi guarda negli occhi. Ci siamo, sta per arrivare la “rogna”.
«Lo so che non approverai...» Sì, lo penso anch'io. «Ma... mi sono rimessa con Max.»
Lo sospettavo. Se fosse stato qualcuno di nuovo l'avrebbe annunciato semplicemente al telefono.
«Max. Quello conosciuto in chat? Lo schifoso bastardo? Quello del locale per scambisti?»
«Ma si. Lui. Lo sai che è lui. Dai, usciamo. Andiamo a berci un caffè.»
Adesso non le interessa più cercare un paio di pantaloni. Mi prende sottobraccio e usciamo dal negozio.

«Senti... ti devo spiegare un bel po' di cose. Intanto quella storia del locale per scambisti è stata tutto un equivoco.»
«Ah, si?»
«Sì. Lui non faceva sul serio, voleva solo mettermi alla prova.»
«Questo te l'ha detto lui?» Tremendo oltre che bastardo.
«Sì. Voleva capire fino a che punto sarei arrivata. Se ero una "facile" che andava con lui solo per i suoi soldi o se ero veramente innamorata.»
«Capisco.» Certo che capisco.
«Quando l'ho lasciato avevo veramente deciso di chiudere. Credimi. Poi lui ha iniziato a tempestarmi di telefonate, mi cercava in chat, mi riempiva di e-mail, alle quali non rispondevo. Ma che leggevo, ovviamente. Mi spiegava che era dispiaciuto ma che quello era l'unico modo per capire se ero una ragazza seria. Capisci? Per un po' non gli ho dato retta. Poi, un giorno l'ho trovato sotto casa con un enorme mazzo di rose rosse.»
«Ma che carino...» Strategie.
«Mi ha chiesto di tornare insieme. Ha detto che mi amava e che non poteva vivere senza di me. Era sincero. E, aspetta, una frase mi ha colpita. Ha detto: “Hai colorato i miei giorni grigi.” E lì ho capito che anch'io volevo ritornare con lui.»
Silenzio. Servono parole in questi momenti?
«Non dici nulla?»
«Ti ascolto Lucia. Vai avanti.»
«Tu non credi che sia sincero, vero?»
Siamo arrivate al bar. Ci sediamo fuori, davanti alla piazzetta. La città è tranquilla, fa molto caldo e a parte i colombi, non si sentono rumori di sorta.
«Lucia» mi secca fare la rompicoglioni di turno «tu sai come la penso vero? Se lui fosse libero sarebbe un discorso, ma è sposato. Quindi... Con lui non hai futuro.»
«E se ti dicessi che la cosa fra noi è seria?»
«In che senso seria?»
«Vuole lasciare la moglie.»
«Dopo tre mesi che vi conoscete? Non è realistico.»
«Non  è realistico? Intanto, ci frequentiamo da otto mesi.» Il tono sottolinea l'importanza di quei mesi. «Quindi, non è da poco che ci conosciamo. Eppoi, mi ha regalato questo.» Sorridendo tira fuori dalla borsa di Gucci una scatolina blu di velluto. Riconosco immediatamente il tipo di “contenuto” senza aprirla. L'uomo è più abile di quanto pensassi. Ma se quello che Lucia mi sta mostrando è un diamante vero, è anche incredibilmente generoso!
«Caspita. Che anello. L'hai fatto valutare?»
«Gin!» esclama scandalizzata «non penserai mica che sia falso?»
Si, certo. «Ma no, ovvio che no. Scherzo. E' bellissimo. Mettilo un po'?»
Ha l'innocenza della giovane età e allo stesso tempo qualcosa di “rapace” nello sguardo. Non capisco se fa finta o se è davvero presa dalla storia.
«Ti sta molto bene. L'uomo ha buon gusto.» In questo sono sincera.
«Sì, piace molto anche a me. Ma non è finita qui.» Quello sguardo mi fa presagire ancora rogne... «Mi ha preso un appartamento. Un attico in centro.»
«In che senso scusa? Non hai il tuo?»
«Ma Gin, questo è un attico in centro! Dovresti vederlo, è una figata.»
«Lucia un momento. L'ha comprato o è in affitto?» Non ci capisco nulla.
«No, non l'ha comprato. L'ha preso in affitto per me, per noi. Il mio non gli piaceva; preferisce che viva lì. Lui verrà a trovarmi nei weekend e staremo insieme. Non è meraviglioso?»

No, non credo sia meraviglioso. Ma non glielo dico. Non ora almeno.
La situazione non mi piace. Lui è sposato, quarantacinque anni, a quanto pare benestante, lavora e vive a Milano, s'innamora di una normalissima venticinquenne di provincia, un po' appariscente, è vero, la provoca con il locale di scambisti, lei lo molla, lui la rincorre, si rimettono insieme, le regala un diamante e le affitta un appartamento. Perché? Non potevano vedersi ugualmente nell'appartamento di lei?

C'è qualcosa che mi sfugge...
Voi cosa pensate? Faccio  bene a insospettirmi?


Non sai chi è Lucia? Leggi i capitoli precedenti:
C'è crisi: ma dove?
Lucia
Scuse e chiarimenti
Scambi di idee


Commenti:


07 Luglio 2009 - 00:00
 
La moglie? non la molla! Starà con tuttedue così avrà il letto caldo durante la settimana e nei weekend. Se posso dirlo senza offendere, la ragazza è un po' puttana. Kendra
 
07 Luglio 2009 - 09:06
 
una volta si diceva ha un cuore d'oro .... ma con l'inflazione è diventato di diamante
a - non lasciano mai la moglie
b - tra un po' le chiederà di vedere qualche suo amico
c - Milano Udine, ma non riusciva a trovarne una più vicina, magari a Brescia?
;-)) Fedifrago

07 Luglio 2009 - 09:15
 
Se ha veramente i soldi perché fare tanta strada? A Milano è pieno di modelle con belle speranze. Lucia è un'illusa e la prenderà nei denti... ma le interessa veramente lui o l'immagine di lui? anna
 
07 Luglio 2009 - 12:46
 
Beh, la tua amica é giovane, potrebbe godersi il momento, poi arriverá quello giusto e manderá a far 4 passi il milanese furbetto... Ha solo 25 anni, ne passerá di acqua sotto i ponti!
 
07 Luglio 2009 - 16:19
 
Buono a sapersi per quando a 45-50 anni mi rincoglionirò, mi verrà voglia di carne giovane e diventerò uno schifoso puttaniere: con un appartamento e un diamante le convinci che le ami. reoconfesso
 
07 Luglio 2009 - 20:26
 
questa storia sembra uscita pari pari da un libro ahrmony.
ginnuzza ma che gente frequenti?
vuoi davvero sapere cosa penso?
lei è un m....
lui è uno p...d...m
:-) ARTEmisia76

08 Luglio 2009 - 09:39
 
Gin: l'appartamento è solo uno dei tanti gesti plateali fatti per comprarsi l'affetto di una persona. Un po' come quei genitori assenti che pensano di comprarsi l'amore dei figli con frequenti regali. Jersey
 
13 Luglio 2009 - 11:34
 
Gin, ho finito adesso di leggere quello che hai scritto su Lucy... possibile che ne combini ogni giorno una??? Sembra una telenovelas sudamericana; ricordo l'estate scorsa che si prese la cotta per quell'americano, lo tallonava notte e giorno poi ne ha trovato un altro e ne giro di due giorni ha smesso. Finito. Alla facccia dell'amore. Incredibile come la gente non finsice di stupirti. LuciaTS
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