08/05/09

Strani discorsi

Capita a volte di sentire strani discorsi al supermercato.

«...sì, sono appena entrata nel quarto mese e non c'avevo palle di andare al lavoro con questo bel pancino.»
«Hai fatto bene. Così riposi. E intanto lo stronzo si rode...»
«Beh, non può dire nulla, perché ho la carta del medico. Così ha finito di rompere le balle: Tiziana di qua, Tiziana di là. Fottiti. Ci rivediamo fra un bel po' di mesi. Forse.»
«Ah, ah ah. Ben gli sta. Ma il medico l'ha bevuta?»
«Figurati. Lo conosco bene. Gli ho detto che mi sentivo debole, che avevo sempre mal di testa e vomito e proprio non ce la facevo a stare in piedi. E lui mi ha fatto subito le carte. Quello non ti guarda nemmeno in faccia!»
«Che figata!»
«Tu invece? Come sei con il lavoro?»
«Confermata la cassa integrazione per due anni.»
«Vabbe' non ti lamentare. Ti becchi comunque lo stipendio no?
«Si, l'ottanta per cento.»
«Niente male per stare a casa a grattarsi.»
«Si ma mi sto rompendo di stare senza far niente. Mi annoio.»
«Non dire stronzate, vuoi fare cambio?»
«Comunque mi sono data un po' da fare e la prossima settimana inizio un nuovo lavoro
«Rinunci alla cassa?»
«Macché. Integro lo stipendio: ottocento di cassa e seicento a nero per sei ore al pomeriggio.»
«Ma che vai a fare?»
«La commessa. Sai quel negozio in centro... (ometto per ovvie ragioni
«Ah! E' un bel posto. Ma non pensavo che prendessero a nero...»
«Scherzi? Prendono, prendono. Non sono l'unica, siamo in tre.»
«Bella mossa. Ma con la cassa non ci sono controlli, che so, tipo quelli dell'INPS? Non devi restare a casa in certi orari?»
«Ma va'. Mica sono malata.»
«Quindi per due anni ti prendi due stipendi... Niente male.»

Quando sento certi discorsi mi sale una rabbia... Penso alle donne che vanno a lavorare con il pancione. Alle imprenditrici che non si possono permettere una "malattia" o una gravidanza difficile perché nessuno le può sostituire. Ai disoccupati cronici che sognano un lavoro vero. A quanti come me lavorano dieci, dodici ore al giorno sudando il proprio pane quotidiano. Che vergogna! Che indecenza! Se fossi io lo stato... altro che cassa integrazione trascorsa al cazzeggio. Basta mangiare pane a ufo. Li metterei tutti a fare lavori socialmente utili. Ad esempio con gli anziani. Ce ne sono parecchi nei comuni, malati e non autosufficienti, che hanno bisogno di tutto, anche di piccoli aiuti quotdiani come fare la spesa, andare in farmacia, scambiare due chiacchiere per combattere la solitudine. Vedi poi come gli torna il senso civico. Altro che stare a casa. A questi gli fuma il cervello già dopo qualche giorno, figurati dopo due anni.
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