07/12/08

Yo soy salsera

Quando è nata la mia passione per la salsa?

Vediamo... correva l'anno 1996 e la mia vita procedeva tranquilla. Ero rientrata nella mia amata e odiata città da qualche anno e sopravvivevo alla noia animando le serate "karaoke" nei locali del Friuli e del Veneto - avete presente Fiorello? ecco,  immaginatelo biondo con gli occhi verdi - quando conobbi un ragazzo. Era il tipo mio: moro, carnagione scura e occhi scuri. Uguale, uguale all'uomo che ho sposato, vero? Praticamente mi presi una cotta - reciproca per fortuna - e ci mettemmo insieme. Udine a quei tempi non offriva molte alternative notturne alla discoteca (veramente neanche adesso) così nel tempo libero da impegni lavorativi, fra una pomiciata e l'altra, si andava al cinema o a bere qualcosa nei locali di tendenza. Un giovedì sera accadde l'imprevisto. Ci avevano parlato molto bene di un discobar nelle vicinanze di Udine - il Rapsodia - dove, oltre a bere, si ballava una musica nuova: il merengue. Io, che ho la musica che scorre nelle vene al posto del sangue, mi feci subito coinvolgere da quel ritmo travolgente buttandomi nelle danze, seguita a ruota da lui che, felice come una Pasqua, si avvinghiava al mio bacino. Ansimando, mi disse in un orecchio: Ti piace? C'è una scuola che tiene dei corsi. Perché non ci andiamo uno di questi giorni? Se ci va potremmo iscriverci... Perché no? Gli risposi.

Il lunedì seguente, mantenendo la promessa, mi portò in quella scuola. E per lui fu l'inizio della fine. Ci iscrivemmo al corso base di salsa (colombiana), merengue e bachata. Un pout pourri di ritmi e stili diversi mischiati abilmente per coinvolgere e non stravolgere i principianti. Infatti, sia il merengue che la bachata sono balli abbastanza facili da apprendere, al contrario della salsa che, per noi europei non avezzi alla comunicazione corporea così "disinibita", è un vero e proprio casino. L'idea era vincente e i corsi così pieni che bisognava prenotarsi per il corso successivo! Frequentando le prime lezioni mi resi conto subito che quello che per me era facile da capire e da trasmettere ai piedi - cioè il passo base - per gli altri era arabo;  mentre io apprendevo velocemente, il mio amato morettino arrancava sui piedi e sbuffava: Accidenti. Non sembrava così difficile! Anche il maestro si accorse di avere fra gli allievi una tipa "sveglia" e ci propose di raggiungerlo in una discoteca, la sera dopo, per un ripasso extra. Non me lo feci dire due volte.

Fu così che accadde. Il maestro quella sera mi portò in pista, mi guardò negli occhi e mi chiese: Tu balli già, vero? Ehm, ecco veramente sì, ballavo anni fa, ma facevo altro... Lui rise e strinse più forte. Tu sei una bailarina, tu tienes sabor. Pensa solo a seguirmi, il resto lo faccio io. Vi è mai capitato di ballare il merengue e la salsa con un colombiano che ha il turbo nei piedi?? Non so trovare le parole per dirvi cosa è riuscito a fare con me che non conoscevo figura alcuna, a parte il passo base. Posso solo dire che non era paragonabile a quello che ballavano gli altri ragazzi che avevano già frequentato e finito i corsi. Lui esprimeva energia, gioia di vivere. Aveva il ritmo nel sangue e forse anche qualcosa di più. Ed io volevo imparare quel tipo di ballo. Quella sera danzammo insieme fino a chiusura - fra il disappunto del mio ragazzo che, rimasto solo, si consolò con le compagne di corso (le donne abbondano sempre in queste situazioni) - e così successe nelle serate seguenti. Quando il maestro mi spostò al corso intermedio facendomi saltare diverse lezioni, il mio ragazzo s'incazzò di brutto. Iniziarono i musi lunghi e i malumori. Gli dava fastidio rimanere in panchina. Ma che causa ne avevo io se lui era negato per quel tipo di ballo? Per me il discorso era divero. Finalmente avevo trovato un modo per esprimere tutta la mia energia a lungo sopita. Dopo l'incidente d'auto che aveva stravolto la mia vita, riuscivo nuovamente a ballare! Certo non era quello che facevo prima, ma mi sentivo di nuovo viva. Lui capì. Era a conoscenza della mia sofferenza interiore, gliene avevo parlato tanto. Così, mi lasciò proseguire il percorso da sola.

Al corso intermedio conobbi Marco. Era portato per quei ritmi e ballava bene. Facemmo subito coppia fissa. Per tutto il '96 e il '97 non facemmo altro che ballare in tutte le serate che si rendevano disponibili divertendoci molto. Ad un certo punto la scuola ci propose anche per una gara di ballo amatoriale. Partecipammo volentieri ma la competizione non faceva per noi: lui si emozionava  troppo ed io rivivevo ricordi che preferivo lasciare dov'erano. Poi, nel '98, dovetti partire per lavoro. Avevo un ingaggio di un anno su una nave da crociera come "One woman show". Era un'occasione importante: uno spettacolo tutto mio dove avrei cantato con un'orchestra di 12 elementi, accompagnata da un vero corpo di ballo. A malincuore, abbandonai il mio amato morettino, la mia adorata salsa e presi il largo.

Leggi il seguito

Nessun commento:

Template e Layout by Blografando2011 Distribuito da Adelebox