12/12/08

Yo soy salsera - a bordo

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Arrivai a bordo in febbraio con un repertorio forzatamente classico - standard jazz, evergreen americani, italiani, francesi e alcune bossanovas - ma con intenzioni indubbiamente trasgressive. Sapevo che il pubblico della nave sarebbe stato piuttosto  "vecchiotto" - da febbraio a maggio l'età media dei passeggeri superava i 65 -  ma ero certa che non avrebbe disdegnato un po' di movimento. Così, quando conobbi i membri dell'orchestra chiesi se fosse possibile modificare una parte del repertorio inserendo qualche pezzo latino. I ragazzi non se lo fecero dire due volte! Fra i musicisti, infatti, c'erano due brasiliani, un cubano e un argentino che non aspettavano altro. Andai a parlarne con il direttore artistico, ma... apriti cielo! Neanche avessi chiesto di suonare musica house. Quello mi guardò come fossi un'aliena: "E cosa vorresti cantare di latino?" mi chiese con aria schifata. "Beh, potrei fare qualche pezzo di India oppure della Estefan ". Mi guardò con aria assente: "Chi? Non conosco nessuno di questi di cui mi parli". Mi venne da ridere; pazienza India, ma Gloria Estefan è una colonna portante della musica commerciale latina. E lui era il direttore artistico?? Mi armai di pazienza e feci ascoltare allo sprovveduto alcuni cd di salsa che mi ero portata in valigia. Dopo un'ora aveva la stessa faccia assente di prima ma mi concesse il beneficio di una "prova", a cui lui non credeva: potevo cantare "Mi tierra" purché mi arrangiassi a coreografare il pezzo per il corpo di ballo. Tanto sapevo farlo, vero? Tutto qui? Figuriamoci. Andavo a nozze. Tre giorni dopo debuttavo con il mio show. Fu un trionfo. E anche l'inizio di una ventata di aria fresca. Dopo la salsa di "Mi tierra" seguirono un cha cha, alcuni boleri, una bellissima rumba e una serie di merengue commerciali che fecero venire il fiato corto a tutto quel geriatrico.

E il ballo? Nota dolente. Forse non lo sapete ma gli artisti che lavorano a bordo delle navi da crociera lavorano, mica si divertono! Non gli è permesso frequentare la discoteca o le sale da ballo e di conseguenza non gli è permesso ballare... Ma il regolamento non vietava di farlo nei piani riservati  ai "crew", l'equipaggio. Capitava allora che arrivasse voce - che dico voce, sussurro - di una "festa " nei piani bassi... ai quali, in gran segreto e all'oscuro del comandante, gli artisti dei piani alti erano invitati a partecipare. E lì si andava giù pesante, soprattutto di rum. Ricordo che mi dimenavo spesso con un ragazzo spagnolo, ballerino di flamenco - il cui nome mi sfugge - mooolto caliente, che ballava la salsa come io mi lavo i denti: con naturalezza. Peccato che due mesi dopo lo sbarcarono all'improvviso in seguito a una perquisizione in cabina. Si era preso in Turchia, come souvenir, dell'hashish. Ma il comandante non gradì e lo lasciò alla banchina del porto di Istanbul. Purtroppo, dopo di lui non ci furono molte occasioni di ballo, se non con un simpaticissimo peruviano, molto divertente ma poco pratico di salsa. Risi molto ma ballai poco. In compenso feci un sacco di amicizie internazionali.

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