30/11/08

Destino

Mi scrive un amico di Splinder.

"... Il pensiero più ricorrente, che ho da tantissimo tempo, è che comincio a pensare sempre di più, che la nostra vita sia già, in qualche modo, predeterminata, che certi episodi importanti della vita, non siano così casuali, siano vere e proprie prove, a cui devi essere sottoposto. Tu cosa ne pensi? Immagino che anche tu, con quello che ti è successo, ci abbia pensato."

Parliamo di destino? Ci sto.
Cos'è il destino? Qualcuno lo chiama "Caso", strani incroci della vita, coincidenze che ti cambiano il percorso in un attimo. Per me? E' il racconto del grande libro dell'Esistenza. La trama che io e il mio Creatore (per me Dio) abbiamo deciso di scrivere insieme, per la mia vita terrena.

Il mio è un romanzo avvincente, pieno di colpi di scena, degno di uno scrittore curioso, ironico e molto fantasioso. Non so quanto ci sia di mio e quanto di Suo: facciamo fifty fifty? Così non offendiamo nessuno...

Quindi, la mia risposta è sì, al destino ci credo, ma non in quanto "entità esterna". Il destino sono io, me lo faccio io con le mie azioni e le mie scelte, ogni giorno. E come ogni buon racconto non so qual'è il finale, lo scoprirò solo vivendo.

Ma il mio amico parla anche di fatti che non possiamo decidere... malattie, incidenti automobilistici, morti improvvise. Sì, anch'io ci sono passata. Quando ventitré anni fa ho avuto un incidente d'auto che ha buttato al vento la mia carriera di ballerina (l'ho scritto in Lavorare di rendita), pensavo fosse tutto finito. Ero convinta che il mio percorso fosse già tracciato. Avevo faticato così tanto per arrivare fin lì che non vedevo altro davanti a me. E così avrebbe potuto essere, se mi fossi fermata. La mia vita, ventitré anni fa, era ad un bivio. Davanti a me due scelte: arrendermi ad una vita da "rottame" portandomi dietro l'infelicità del "se non fosse successo, adesso chissà dove sarei..." oppure lottare e proseguire il cammino cercando di capire dove mi avrebbe portato. Ho preso la seconda. E solo dopo parecchi anni ho capito di aver fatto la scelta giusta. Tutto ciò che è venuto dopo - la carriera di cantante, il lavoro di presentatrice, l'insegnamento, ad esempio - ha confermato che "fare la ballerina" era solo una piccola parte della mia vita: un'esperienza. In realtà il destino mi avrebbe concesso ben altro!

Però avrei potuto anche scegliere la prima... E' vero. Sono fortunata? Sì, anche. Ma non è quello. Sono credente. E in quanto credente non sono mai sola a decidere. Ricordate chi sono gli autori di questo romanzo? In quel momento mi sono af-fidata a Lui, il Co-autore, il Regista per eccellenza. Potevo anche mandarlo al Diavolo - carina questa, magari un po' dissacrante, ma Lui ha ovviamente il "dono" dell'umorismo - odiarlo, allontanarlo da me; invece ho scelto di fidarmi. L'ho ascoltato parlare attraverso il mio cuore e sono andata avanti. E così faccio ogni giorno della mia vita. Non sono una santa, eh? Non fraintendetemi. Sono una povera peccatrice come tutti, anche abbastanza cocciuta. Io e Lui discutiamo spesso, ma alla fine sono sempre io che cedo. Perché, stranamente, Lui ha sempre ragione.

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