15/10/08

Internet non ci rende liberi

Cosa significa gestire la propria immagine?

L'immagine occupa un aspetto importante della nostra vita. E' il mezzo con il quale comunichiamo agli altri ciò che siamo, ciò che proviamo per noi stessi, qual'è il nostro ruolo nella vita sociale e lavorativa. E' un linguaggio attraverso il quale affermiamo la nostra professionalità, serietà e credibilità: in pratica un certificato di buona reputazione. Ma vale anche in Internet?

L'altra sera leggevo un articolo su Ventiquattro (magazine mensile del Sole24ore) nel quale Daniel Solove - un'autorità nella legge della privacy dell’informazione - nel suo libro "The Future of Reputation: Gossip, Rumor, and Privacy on the Internet" introduce il concetto di "Generazione Google".

"E' il termine con cui descrivo il gruppo di giovani, oggi alle scuole superiori e all'università, che riversano dettagli della loro vita personale in blog e network sociali  (ndr. come Facebook e Myspace) e che dovranno convivere per sempre con tutti i pettegolezzi e le informazioni personali che emergeranno ogni volta che il loro nome verrà cercato con Google." Le conseguenze? "Sono serie. Potrebbero essere eternamente incatenati a un vecchio sbaglio, impossibilitati a liberarsene. Quando il gossip è off-line viene dimenticato in fretta... Ma quando è on-line è più duraturo e può essere scoperto da qualsiasi punto della terra..." Internet, territorio di libera espressività, ci sta rendendo meno liberi, trasformando la nostra reputazione in un'arma a doppio taglio. E voi, siete consapevoli dell'immagine che state veicolando attraverso la rete? Avete detto o fatto qualcosa di cui un domani potreste pentirvi?

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