10/10/08

Il settimo giorno si riposò

Lunedì mattina la sveglia suona alle 07:15.
In quarantacinque minuti esatti mio marito ed io dobbiamo essere lavati, vestiti e colazionati (dicasi svegli e presentabili) perché alle 08:00, puntualissima, arriva Lady D: la nostra ancora di salvezza per i mestieri di casa. Senza di lei saremmo persi. Centosessanta metri quadri abitabili possono essere un inferno quando lavori in media 15 ore al giorno. Tempo per organizzare la mattinata e alle 09:00 siamo già operativi in studio, pronti a ricevere i primi clienti. Il tempo vola e in un batter d'occhio arriva l'ora di staccare per il pranzo: sono già le 13:30. Fortunatamente casa e ufficio hanno una distanza ragionevole: 5 minuti in macchina, 15 a piedi. Pranziamo, ci rilassiamo quella manciata di minuti e alle 14:30 abbiamo già ricominciato a lavorare. Alle 19:00 io stacco: ho un'oretta buona per volare a casa, cambiarmi e rimettermi in macchina per raggiungere la scuola. Dalle 20:00 alle 21:00 c'è il corso di Make Up, dalle 21:00 alle 22:00 c'è quello di Gestione dell'Immagine. Fra una cosa e l'altra sarò a casa per le 22:45. Mio marito non rientra mai prima delle 20:30: si prepara la cena, un po' di TV e poi letto. Stanchi ci incontriamo sotto le lenzuola: un po' di coccole, qualche riflessione sulla giornata e poi via, fra le braccia di Morfeo.

Martedì mattina la sveglia suona alle 07:45.
Il ritmo è più lento, l'iter lavorativo è uguale al lunedì fino alle 19:00. Io stacco e corro a casa a cambiarmi: alle 190:00 ho due ore di Balli Caraibici ed ho giusti, giusti, 25 minuti per ripassare la lezione. Rientrerò a casa alle 23:00, stanca e desiderosa di una doccia. Non ci sarà il tempo per le coccole perché mio marito ronferà con la TV accesa. Anche per lui è stata una serata "attiva": sta frequentando un corso intermedio di salsa cubana.

Mercoledì mattina la sveglia suona alle 07:15.
Dobbiamo far presto perché Lady D viene a pulire l'ufficio prima dell'apertura! Alle 09:00 dev'essere tutto a posto. Stasera non ho impegni quindi approfitto per fermarmi in studio e finire di mettere a posto le mie pratiche clienti. Mio marito ed io rientriamo a casa dopo le 22:00, stanchi e affamati. La cena è di tipo veloce, non ho la minima voglia di spremere le ultime energie per pensare a qualcosa di sfizioso. Una bistecca scottatata sulla piastra e un piatto d'insalata sono più che sufficienti.

Giovedì mattina la sveglia suona alle 07:15, ma a stento la sentiamo.
Mi alzo in coma, bevo il caffé e comincio a trattare il bianco: è tempo di fare una lavatrice di metà settimana. Stenderò al mio rientro. Lui si alza, si avvia verso la cucina, bofonchia un buongiorno. Preparo la borsa e il pranzo da portar via. Alle 13:00 chiudiamo lo studio e andiamo nella nostra palestra (casa dei miei) per l'allenamento settimanale. A turno facciamo 3km sul tapis roulant, un po' di addominali, cyclette. Ci fermiamo per mangiare al sacco e poi rientriamo a casa per la doccia. Tempo di stendere la lavatrice ed è già ora di riaprire l'ufficio. Ho il fiato grosso e siamo a metà giornata. Ma devo tener duro perché stasera (finalmente) si va al club a ballare la salsa. Alle 22:00 iniziano le danze e non voglio perdere nemmeno un minuto prezioso. Per annientare il rischio stanchezza mi faccio un caffé!

Venerdì mattina la sveglia suona alle 07:45.
La settimana è al temine; un buon motivo per essere allegri. Facciamo colazione con calma e poi ci prepariamo per andare a lavorare. Tutto prosegue come sempre fino alle 20:00. Il venerdì è il giorno dedicato alla spesa settimanale e ovviamente tocca a me. Fortuna che i supermercati tengono aperto fino alle 22:00 così non devo correre come una matta. Però le borse pesanti le faccio portare a lui. Mi rifiuto di fare 3 piani di scale con quel peso! Ceniamo alle 22:30, nemmeno tanto tardi. Lui sparecchia ed io preparo la lezione per l'indomani. Siamo stanchi? Abbastanza, grazie.

Sabato mattina la sveglia per lui suona alle 08:00.
La mia esattamente un'ora dopo. Lui va a lavorare in ufficio ed io a scuola per le mie lezioni. Ci ritroveremo a casa verso le 14:00. Chi arriva prima carica la lavatrice. Il primo pomeriggio è dedicato alla pennica: lui rigorosamente sul divano, io nel letto. Al risveglio un buon caffé e disbrigo delle faccende quotidiane. Alle 17:00 usciamo per un giretto di shopping e l'aperitivo con gli amici. Forse ceniamo fuori, forse no. Non ci sono programmi fissi. A volte restiamo a casa e ci guardiamo un bel film.

Domenica mattina la sveglia non suona.
Lui si alza prima di me, carica una lavatrice, mette su il caffé e prepara la colazione. Qualche ora dopo mi alzo io. Barcollo rigida: ho dormito troppo. Guardo l'ora... manca un quarto alle 11:00, niente male. I movimenti sono lenti ma la lista delle cose da fare è lunga; meglio darsi una mossa. Ho un casino di biancheria da piegare per lo stiro, la casa da riordinare, le scarpe da pulire, abiti da metter fuori e spazzolare. Le piante hanno bisogno di cure. Chi va a lavare la macchina? Oddio, non hai ancora fatto il cambio del guardaroba?? Ma siamo in autunno, cosa aspetti? Ok, mi rimbocco le maniche e apro gli armadi. Il tempo vola, quando alzo la testa è solo per guardare l'ora. Il mio stomaco brontola da un pezzo e sono già le 15:00. Pranziamo? Il pomeriggio è ricco d'impegni e vorrei anche aggiornare il blog. Mi sale l'ansia, ma è domenica. Che diamine! Faccio quel che posso. Mica ho le mani della dea Kalì. Squilla il telefono: sono gli amici. Venite a fare un giro in bicicletta? No, grazie. Abbiamo da fare. Forse più tardi. Lui è davanti alla Tv, è stanco e svogliato. Ma una casa non si riordina da sola. Perché gli uomini non si rendono conto di quante cure ha bisogno una casa? Mica basta spolverare!

Alle 21:00 crollo sul divano. Lui placido chiede: cosa mangiamo? Sto per urlare ma mi trattengo: lo chef propone una cenetta fuori. Lui sorride: Ok! Vado a cambiarmi. Che bello, un po' di sano riposo domenicale prima del lunedì.

Il settimo giorno si riposò.

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