12/09/08

La pennica

Tratto da: "Fenomenologia della pennica" di Valeria Silvestri


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La pennica è un fenomeno molto più complesso e rispettabile di quello che vogliono farci credere, soprattutto gli italiani del Nord che, ahiloro!, non hanno il giusto environment per praticare al meglio questa attività.

...con pennica si definisce un fenomeno che si verifica attraverso una serie di fasi, che il romanesco, lingua precisa e puntuale, ha tutte perfettamente identificato:

- si inizia con la cecagna, che comincia a farsi sentire subito dopo mangiato, favorita certamente dalla digestione in atto, caratterizzata da un farsi sempre più pesante delle palpebre;

- subito dopo vi è l'abbiocco, cioè quel momento in cui, oltre all'appesantimento delle palpebre comincia a farsi sentire anche un forte rilassamento delle membra, una spossatezza che porta automaticamente a prendere una posizione orizzontale;

- in ultimo, la pennichella vera e propria, in cui la coscienza si fa più labile e si cade in una sorta di salutare catalessi.

Eviterei, a questo proposito, di parlare di “sonno”, in quanto il sonno ha delle sue fasi che qui vengono completamente saltate. Infatti il grande mistero della pennichella, come molti di voi avranno potuto verificare, è che, anche solo dopo 20 minuti di questo cosiddetto “sonno”, ci si sente come se si avesse dormito per delle ore. Il recupero delle energie è totale, e la mente si ritrova lucida e attiva in modo sorprendente."


Ok. Se non facessi la "pennica" o il "pisolo" o il "riposino" - come volete chiamarlo -  tutti giorni, dopo pranzato, non sarei più umana, ma avrei preso le sembianze di un robot. Alla faccia della Silvestri che asserisce che noi italiani del Nord non ci applichiamo abbastanza. Ci applichiamo eccome. E anche con costanza.

Infatti adesso sono nuovamente disponibile alla scrittura e ai cazzeggi. Dico poco.

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