23/09/08

Rimini 1988 - capitolo 4

Andrea, il cuoco, era un bel ragazzo: alto, biondo con il fisico atletico. Nonostante siano passati tanti anni, ricordo ancora bene la sua tartaruga addominale. Avevamo avuto una storia breve: un flirt di una settimana o due. Sì, ecco... sapete com'è; l'estate, il senso di libertà, i turisti... le occasioni non mancavano! Ma non ricordo perché finì. Comunque, lo ospitammo volentieri in appartamento e all'inizio non creò alcun tipo di problema. Era tranquillo e faceva i cavoli suoi. Ma in agosto, forse perché eravamo in troppi, o forse perché gli animi erano già abbastanza "caldi" ed irritabili, scoprii con dispiacere che il bel figliuolo aveva l'abitudine di mettere le mani fra la mia roba e di indossarla. Un giorno gli vidi addosso la mia cintura di cuoio intagliato (poverino, gli cascavano i jeans); due giorni dopo lo vidi con la mia maglietta targata USA (aveva finito la biancheria pulita)... E che diavolo! Ero davvero seccata. Avevo scritto forse in fronte: fate bene sorelle? Eppoi si prende la roba così? senza chiedere? Non capivo se stava cercando la mia attenzione, oppure se fosse semplicemente stronzo!

La battaglia iniziò all'improvviso. Aveva preso il vizio di rientrare con degli amici a mezzanotte per farsi due spaghi in allegria. Peccato che poi nessuno di loro riordinasse e i piatti restavano nell'acquaio... in attesa di qualche anima pia che li lavasse. Una mattina, cioè un pomeriggio perché erano già le 14:00, mi accorsi che nel lavello, fra i piatti, si era formata una coltre di muffa. ORRORE!  Cacciai un urlo di stizza che svegliò le mie coinquiline chiamando tutti a rapporto. Così non poteva continuare, bisognava prendere provvedimenti: l'uomo andava punito. E l'avrei fatto personalmente. Lo attesi al varco in serata e iniziai con lui un'accesa discussione. Gli elencai tutti i comportamenti che ritenevo "poco ortodossi" e alquanto inappropriati, ma lui replicò che volevo buttarlo fuori solo perché ero gelosa! Gelosa?! Di chi? Della rossa con cui stava uscendo... Quella frase provocatoria fece scatenare l'ira funesta che covava dentro la mia pancia. Caccia un urlo: sei uno strooonzo! Lui mi ignorò e per tutta risposta andò a farsi la doccia. Lo seguii battagliera nel bagno, decisa ad andare fino in fondo. Spalancai la porta e continuai imperterrita a urlargli che se ne doveva andare. Adesso! Aveva passato il limite. Ripensando a quella scena mi rendo conto che era a dir poco surreale. Lui, nudo come un verme, sotto l'acqua, tutto insaponato che inveiva contro di me con occhi di fuoco. Io, con la faccia da matta che urlavo sulla porta. Proprio un bel quadretto. Barby cercava di calmarmi e allo stesso tempo teneva gli occhi bassi di fronte a quella nudità. Ester... rideva e ammirava compiaciuta, probabilmente pensando che gli era sfuggito un bel pezzo da '90. Vabbé avete capito. Le svedesi si guardavano attonite. Alla fine dovette intervenire il titolare del locale, il quale con le buone lo invitò ad andarsene prima che mi pigliasse un infarto.
Continua: Rimini 1988 - capitolo 5

Nessun commento:

Template e Layout by Blografando2011 Distribuito da Adelebox