07/07/08

Fibromialgia: i primi sintomi

Ho iniziato ad aver i primi sintomi a maggio 2007. Avevo crampi continui alle spalle con contratture improvvise che mi causavano dolori intensi. Giravo la testa e mi si bloccava il collo, infilavo una maglietta e sentivo delle fitte lancinanti. Poi ha iniziato a farmi male la schiena con dolori diffusi e lombalgia. Mi bloccavo nelle situazioni più strane. Non sono nuova al mal di schiena perché ho una protrusione fra le vertebre lombari che ogni tanto si fa sentire, ma questi dolori erano diversi... Sono arrivata al punto di smettere di guidare perché anche una normale manovra di parcheggio mi faceva vedere le stelle! Il medico diceva che probabilmente era stress e che dovevo cercare di riposare. Chissà perché quando non sanno cosa dire tirano fuori lo stress! Mi ha prescritto antidolorifici, analgesici e mi ha mandata a casa. Ma a me questa tesi non convinceva. Ho voluto quindi sentire il parere di un amico fisioterapista. Lui è stato il primo ad avanzare l'ipotesi che potesse essere fibromialgia. Abbiamo iniziato a fare delle sedute settimanali per sciogliere le tensioni e mi ha consigliato un miorilassante.

Poi ad ottobre è arrivata la stanchezza: mi sentivo stanca, sempre. Stanca a stare in piedi, stanca a star seduta, ma stanca anche a stare a letto.
E la mattina ero più stanca di quando andavo a dormire! Dormivo male ma non lo sapevo. Questo è un altro sintomo della malattia. La vita quotidiana stava diventando faticosa; andare a fare la spesa richiedeva una buona dose di energia, soprattutto per spingere il carrello pieno e per portare le borse; non parliamo poi di fare i "lavori di casa". Ho dovuto prendere una persona che mi aiutasse. A novembre all'improvviso il corpo è diventato rigido, ma di una rigidità innaturale per una come me che fa tanto movimento. Mio marito si è spaventato e mi ha portata subito dal fisioterapista ma i trattamenti non facevano miracoli e nemmeno i farmaci. Per una settimana sono andata a lavorare con il deambulatore: non sono una che si arrende io! Nemmeno con quel tipo di dolori. Ma il morale era in fondo ai piedi. Ho iniziato a temere il peggio. Perché quando ti trovi in una situazione come quella, con il corpo che fa quello che vuole e che non controlli più, ti senti impotente. E per la testa ti passa ogni tipo di pensiero.

Sono tornata dal medico per sentire un suo parere, ma l'approccio "tradizionale" ti prescrive un sacco di farmaci ed un unico percorso: quello reumatologico. Mi ha quindi consigliato, visto che la sintomatologia era appena iniziata, di provare con un approccio "alternativo" più leggero e naturale. Sì, ma quale? Omeopatico? Fitoterapico? L'unica cosa era provare perché non c'erano ancora studi validi da poter consultare e il percorso era molto personale. Che bello! Così ho aperto Internet e ho iniziato a farmi una cultura.





Fibromialgia: una malattia che molte donne ignorano di avere di Luigi Gori L'autore è responsabile dell’Ambulatorio di Chiroterapia del Centro Clinico di Medicina Naturale (Dir. Dr. Fabio Firenzuoli, Az USL 11 - Ospedale San Giuseppe, Empoli (Firenze)



"La fibromialgia è una malattia che solo di recente è stata definita come entità patologica. E oggi comincia ad avere una certa rilevanza sociale, perché sono sempre di più i nuovi casi diagnosticati e colpisce quasi esclusivamente le donne, a partire dalla terza decade di età.

Il nome richiama alla mente una malattia infiammatoria dei muscoli e dell’apparato fibroso scheletrico, in realtà la fibromialgia dal punto di vista della fisiopatologia (il processo di formazione di una malattia), l’eziopatogenesi (la causa) e l’anatomia patologica (le lesioni visibili al microscopio) è stata molto poco caratterizzata , a differenza invece degli aspetti clinico e sintomatologico. Il principale sintomo è il dolore che compare soprattutto durante i primi movimenti che seguono un periodo di inattività muscolare (per esempio la mattina al risveglio); un muscolo o un gruppo di muscoli diventano dolenti, soprattutto dopo esposizione al freddo o a un trauma, ma a volte non vi è nessuna causa discernibile.

Le zone più frequentemente colpite sono il collo, le spalle e il tronco. In taluni casi, ma non sempre, compaiono nei muscoli i cosiddetti noduli fibrosi, che alla palpazione sono particolarmente dolenti. A questi disturbi si associa molto spesso un senso di spossatezza fisica e mentale, che di frequnete induce a pensare e a diagnosticare uno stato di depressione, che invece con la fibromialgia non ha niente a che fare. La malattia può avere un andamento acuto e subacuto e durare poche settimane, oppure essere cronica e durare tutta la vita. Purtroppo la diagnosi di fibromialgia è una diagnosi difficile ed è spesso sottodiagnosticata.

Quasi sempre, dopo vari cicli di terapie antinfiammatorie, a cui difficilmente la paziente risponde con un miglioramento, alla fine viene classificata come un problema psichico, anche per il particolare atteggiamento delle donne affette dalla fibromialgia. Queste pazienti sono infatti facilmente irritabili, hanno uno stato di stanchezza cronica che le induce alla malinconia, hanno un habitus astenico, e si associano frequentemente disturbi mestruali e sindrome del colon irritabile. La fibromialgia con la tipica debolezza muscolare che la caratterizza e la continua assunzione di posizioni scorrette a causa del dolore, provoca in molte donne alterazioni della normale cinetica delle articolazioni vertebrali, per cui quasi sempre riferiscono anche dolori e disturbi riconducibili alla colonna vertebrale.

La chiroterapia rappresenta una terapia complementare della fibromialgia, in quanto si possono risolvere i problemi derivanti dalle articolazioni vertebrali, ossia alleviare parte del dolore provocato dalla fibromialgia, ma non può essere risolto il problema alla radice in modo definitivo. La chiroterapia può accelerare la guarigione nella fibromialgia acuta, che comunque tende a risolversi spontaneamente; mentre nella malattia cronica il suo ruolo è limitato, nelle pazienti che rispondono positivamente, a risolvere il sintomo doloroso e di questo dev’essere messa a conoscenza la paziente. Spesso infatti la donna affetta fibromialgia è esasperata dal dolore continuo e con facilità si illude di aver trovato una cura definitiva, in realtà in questi casi sono necessari trattamenti delicati, eseguiti con continuità (bimestralmente) e per molti anni." Tratto da Kataweb Salute

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