24/06/08

La danza

La danza - da quella classica a quella sportiva - è estremamente formativa, non solo per quanto riguarda la struttura fisica ma soprattutto per quanto riguarda la formazione del carattere negli adolescenti. 
Ho cominciato a ballare verso i quattro, cinque anni. Restavo incantata per ore davanti alla TV (a quei tempi c'era ancora il bianco e nero) mentre trasmettevano i varietà della Carrà. Ricordo che guardavo i balletti e poi li rifacevo uguali uguali imitandone le movenze. Ero davvero uno spasso! I miei, a quei tempi, non avevano possibilità economiche per farmi studiare danza, così iniziai qualche anno più tardi, con la danza jazz, frequentando assiduamente i pochi corsi disponibili nella mia città e successivamente integrando gli studi con il classico. A quindici anni partecipai ad un concorso per giovani talenti: "Il Talentiere" di Teddy Reno e Rita Pavone. Ve lo ricordate? Giravano l'Italia in cerca di giovani talenti dello spettacolo. Io mi presentai in qualità di ballerina solista. Ricordo che il provino si teneva a Padova, in una sala del rinomato Caffè Pedrocchi, ma i miei genitori non potevano accompagnarmi perché lavoravano. Così, feci il diavolo a quattro e convinsi un collega di una radio dove lavoravo (sì, a 15 anni tenevo un programma di dediche in diretta in un'emittente privata) ad accompagnarmi con la sua auto. Fu un'avventura! Per farla breve, il provino andò bene, ma Teddy Reno disse che da sola avrei fatto poco e mi consigliò di cercare altri giovani per formare un gruppo di danza. Lo presi in parola. Tempo sei mesi ed avevo costituito un gruppo di quattro ragazze e quattro ragazzi dal nome curioso: "Squeeze Dance" spremuta di danza.
Iniziammo ad esibirci alle feste studentesche, poi nelle discoteche di Udine: facevamo tutto soli, dalle coreografie ai costumi. L'anno seguente ci presentammo come gruppo al Talentiere e vincemmo il primo premio! Da lì si aprirono un sacco di occasioni importanti. Teddy Reno ci fece firmare un contratto come corpo di ballo della moglie Rita e con lei girammo le piazze più importanti d'Italia esibendoci durante i suoi concerti. Partecipammo anche a programmi televisivi di successo come Domenica In, il Maurizio Costanzo Show, Superflash di Mike Bongiorno e varie altre trasmissioni minori. Bellissimo. Riprendere in mano i ricordi di quei tempi è molto emozionante. Quando mi rivedo così grintosa, padrona della situazione... un peperino, insomma, sorrido. In fin dei conti non sono cambiata molto, ho solo raggiunto la calma serena della maturità.

hotdogVi stavo raccontando delle mie esperienze come ballerina al seguito della Pavone... Vi chiederete: "E la scuola? Quando studiavi?" Quando potevo. Cioè spesso di notte e in condizioni impossibili. Ricordo una volta... d'inverno, era domenica. Stavamo rientrando da uno spettacolo a TeleCapodistria. Era tardi - la trasmissione era finita a mezzanotte - nevicava, c'era una bufera in corso e le strade erano quasi impraticabili. Il viaggio fu un inferno. Rientrai a casa alle 6:00 del mattino - piuttosto cotta - giusto in tempo per fare una doccia, prendere i libri e salire sull'autobus delle 07:20 che mi avrebbe portata a scuola! Fortunatamente le prime due ore del lunedì c'era lezione di calcolo e dattilo al piano superiore e l'insegnante era una mia fan sfegatata. Quindi, visto che nella sua materia andavo benissimo, mi lasciò dormire in pace nell'aula chiudendo a chiave la porta per evitare guai con la direzione! Che donna, che mito!

Così gli anni di scuola sono passati in fretta, fra uno spettacolo e l'altro e fra la rassegnazione dei miei genitori e degli insegnanti che commentavano il mio percorso asserendo che bisognava portare pazienza perché questa cosa mi sarebbe passata... Le ultime parole famose! E loro di pazienza ne hanno avuta tanta! Uscivo da scuola all'una, tempo di mangiare un boccone e filavo dritta al conservatorio per le mie lezioni di musica e canto (ebbene sì per sfiga dei miei avevo quell'attitudine). Lì fra un'ora e l'altra facevo anche i compiti di scuola. Poi alle 18:00 cambiavo sede e andavo a danza fino alle 20:00 in tempo per prendere l'ultimo autobus per tornare a casa. Così quattro volte a settimana e durante il week end ero sempre in giro con la Pavone. Non so nemmeno io come ho fatto a finire la scuola e a diplomarmi, ma ce l'ho fatta. Anche perché se non fossi passata di anno in anno, mio padre mi avrebbe tagliato i viveri... per non dir di peggio.
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